L'argomento delle infezioni fungine nel paziente sottoposto a trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche ha fatto registrare negli ultimi anni una revisione profonda sia nell'approccio clinico che sotto il versante terapeutico. le possibilità diagnostiche hanno raggiunto infatti sostanziali avanzamenti dopo l'introduzione di nuove e promettenti metodiche immunologiche. sono stati compiuti validi studi epidemiologici e si è raggiunto un sostanziale accordo per l'utilizzo di una classificazione del grado di certezza dell'infezione che, anche se non semplice, costituisce un innegabile progresso al fine di rendere confrontabili le casistiche e quindi anche di permettere il confronto dei risultati terapeutici raggiunti. di recente ancora sono stati introdotti farmaci attivi e di grande maneggevolezza che hanno reso possibile un impiego precoce o addirittura in profilassi. a fronte di questi progressi, deve essere considerato anche che rimangono numerosissime domande che non hanno trovato ancora risposte univoche, soprattutto a causa della eterogeneità clinica dei pazienti, che hanno aspetti distintivi di prognosi a seconda della diagnosi e dello stato di malattia e del tipo di trapianto. il seminario, quindi, accanto alla necessità di fare il punto sui recenti avanzamenti compiuti si pone l'obiettivo di confrontare i comportamenti clinici, in una macroarea nazionale, da parte di operatori che agiscono in un setting ben definito di pazienti, quelli dei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche, proprio allo scopo di facilitare l'introduzione e il raggiungimento di comportamenti comuni e condivisi.