Il 1 dicembre, giornata mondiale per la lotta all'aids, rappresenta un'occasione unica per approfondire le tematiche riguardanti l'infezione da hiv: non solo un report dettagliato sulla sempre grave situazione epidemiologica mondiale oppure sulle recenti scoperte terapeutiche, ma soprattutto sfruttare la cassa di risonanza dei mass media, per rilanciare il tema fondamentale della prevenzione di questa temibile malattia. infatti nonostante gli enormi progressi compiuti nell'ambito della terapia antiretrovirale e l'inizio dei primi trials clinici basati sull'immunoterapia, la prevenzione rappresenta ancora oggi la via maestra da seguire per abbattere drasticamente le probabilità di trasmissione dell'hiv. la prevenzione, rispetto alla terapia, offre un basso costo e la possibilità di raggiungere tutti gli angoli del mondo, consentendo un'ampia fruibilità anche per i paesi del terzo mondo. quest'anno abbiamo voluto ampliare i contenuti classici del 1 dicembre, non limitandoci all'hiv, ma sulla scia dell'ultimo programma di sanità pubblica stilato dall'unione europea, promuovere la salute sessuale ed incoraggiare lo sviluppo di una cultura dei rapporti sessuali sicuri. in particolare l'unione europea intende elaborare strategie di promozione della salute e definire le pratiche migliori per quanto riguarda questioni come la gravidanza delle adolescenti, la programmazione familiare e soprattutto l'aspetto della prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili tra i quali hiv/aids, chlamydia, gonococco, hpv, etc. in questo contesto i centri di malattie infettive rappresentano l'offerta qualificata del servizio pubblico in termini di diagnosi e cura, ma anche come promotori di educazione sanitaria sulla sessualità. infatti l'esperienza maturata in questi anni con l'infezione da hiv ha permesso agli operatori sanitari, impiegati in questo specifico settore, di approfondire tematiche sulle patologie trasmissibili.