Il termine demenza designa un cronico e progressivo declino delle funzioni intellettive e comportamentali. la compromissione intellettuale può coinvolgere ogni dominio cognitivo: memoria, linguaggio, attenzione, orientamento spaziale, ragionamento logico astratto con significativa riduzione delle attività della vita quotidiana del paziente. l'invalidità del paziente affetto da demenza è in gran parte dovuta all'incapacità di analizzare e risolvere i problemi che scaturiscono dalla interazione sociale. la demenza è la conseguenza di lesioni che colpiscono il cervello e danneggiano quei circuiti fondamentali per lo svolgimento della vita di relazione le negli ultimi quarant'anni si è evidenziata una consistente riduzione della mortalità causata da malattie vascolari e da trauma affiancata da una sostanziale stabilità dei tassi di mortalità per tumore e per diabete mellito. le uniche cause di morte in aumento sono quelle per bpco e per malattia di alzheimer; quest'ultima presenta una velocità di crescita che non ha eguali essendo praticamente decuplicata negli ultimi venti anni. il futuro progressivo invecchiamento della popolazione condizionerà ovviamente l'emergere di un progressivo maggior numero di persone con demenza. se nel 2000 si stimavano 600.000 affetti, oggi le persone con demenza in italia potrebbero essere poco meno di 800.000 che diverranno un milione nel 2013 e poco meno di un milione e mezzo nel 2020. l'aumento delle persone affette da demenza è pesantemente correlato con l'età. il numero di casi presente in una popolazione finisce quindi col dipendere fortemente dalla rappresentazione in quella popolazione dei soggetti molto anziani ed in particolare degli ultraottantenni. infatti se la prevalenza della demenza fra i 65 e i 79 anni è inferiore al 5%, diviene di poco inferiore al 10% nella fascia di età 80-84 e attorno al 20% negli ultranovantenni. i costi della demenza sono enormi e comprendono non solo i costi diretti, ma anche quelli indiretti.