La lunga durata della malattia e la necessità di continuità assistenziale, la grave disabilità ad essa associata, il crescente invecchiamento della popolazione e dei pazienti in dialisi con conseguente aumento dei bisogni socio-assistenziali, le richieste dei malati, la complessità della risposta assistenziale,la variabilità di comportamento tra gli operatori, tutte queste considerazioni inducono alla realizzazione di un profilo di assistenza per il paziente uremico cronico da condividere con i medici di medicina generale appartenenti alle sigle simg e fimmg, con il coinvolgimento di tutti gli operatori del settore nefrodialitico (medici, caposala, infermieri, dietisti, assistenti sociali).c'è un momento che corrisponde proprio alla fase iniziale o lieve della insufficienza renale cronica in cui il paziente è seguito o solo dal nefrologo o solo dal mmg. ecco quindi la necessità che nefrologo e mmg trovino un modo di comunicare nell'ottica di un comune intervento al fine di evitare rischi di diagnosi tardive, di moltiplicare inutili esami diagnostici, ricoveri ospedalieri o di sottoporre il paziente a messaggi contrastanti. l'ottimizzazione della assistenza sanitaria attraverso il profilo assistenziale dovrebbe avere, nel medio periodo, un impatto positivo sul piano economico attraverso la riduzione dei ricoveri ordinari per insufficienza renale cronica, la riduzione del numero dei pazienti che iniziano la dialisi in urgenza, un maggior numero di certezze di diagnosi nefrologica. il raggiungimento degli obiettivi del profilo è indispensabile per la creazione di una rete assistenziale nefrologica integrata, in grado di legare l'attività ospedaliera con il territorio. il percorso inizia dal medico di medicina generale, continua nelle strutture ambulatoriali del territorio e, nella fase avanzata della malattia nelle strutture di nefrologia e dialisi di riferimento e nei centri nefrodialitici territoriali.