Evento concluso il 19/06/2026
“il cuore in pineta” - la gestione integrata del paziente comorbido tra mmg e specialisti: il rene in primo piano tra cuore e diabete
Congresso medico da 4 crediti a Aversa per Medico chirurgo
Descrizione del corso
2 - linee guida - protocolli - procedure.
Competenze tecnico-professionali
Il corso nasce con l’obiettivo di favorire il dialogo e la cooperazione tra mmg e specialisti, superando le difficoltà più comuni e promuovendo un approccio condiviso alla cura del paziente fragile e complesso. La relazione tra patologie cardiovascolari e renali è oggi ampiamente riconosciuta dalla letteratura scientifica, che evidenzia come il rene non sia soltanto un organo bersaglio del danno cardiovascolare, ma svolga anche un ruolo attivo nell’amplificare il rischio e la progressione delle malattie cardiache.
Competenze di processo
Parametri come l’albuminuria (uacr elevato) e la riduzione del filtrato glomerulare (gfr) rappresentano indicatori precoci di danno d’organo e predittori indipendenti di outcome sfavorevoli. Tuttavia, questi elementi non sono ancora integrati in modo strutturato nella valutazione del rischio cardiovascolare da parte del cardiologo. Negli ultimi anni, l’introduzione degli sglt2i ha segnato una svolta nella gestione sia dello scompenso cardiaco che della malattia renale cronica. Questi farmaci, inizialmente sviluppati per il diabete mellito di tipo 2, hanno dimostrato una notevole efficacia nel rallentare la progressione del danno renale e nel prevenire eventi cardiovascolari maggiori, indipendentemente dalla presenza di diabete. Il loro duplice effetto protettivo li rende una risorsa terapeutica fondamentale nella prevenzione secondaria, soprattutto nei pazienti in cui il danno renale agisce da moltiplicatore del rischio cardiovascolare.
Competenze di sistema
Parametri come l’albuminuria (uacr elevato) e la riduzione del filtrato glomerulare (gfr) rappresentano indicatori precoci di danno d’organo e predittori indipendenti di outcome sfavorevoli. Tuttavia, questi elementi non sono ancora integrati in modo strutturato nella valutazione del rischio cardiovascolare da parte del cardiologo. Negli ultimi anni, l’introduzione degli sglt2i ha segnato una svolta nella gestione sia dello scompenso cardiaco che della malattia renale cronica. Questi farmaci, inizialmente sviluppati per il diabete mellito di tipo 2, hanno dimostrato una notevole efficacia nel rallentare la progressione del danno renale e nel prevenire eventi cardiovascolari maggiori, indipendentemente dalla presenza di diabete. Il loro duplice effetto protettivo li rende una risorsa terapeutica fondamentale nella prevenzione secondaria, soprattutto nei pazienti in cui il danno renale agisce da moltiplicatore del rischio cardiovascolare.